il poliziesco ed una notte piena di baffetti

Una notte, fra fantasia,realtà…e tanti baffetti!

Il silenzio di quella notte, veniva “disturbato” dallo stridore delle gomme sull’asfalto asciutto: una lunga, interminabile frenata; lo sportello che si apre…ed un corpo umano che viene sbalzato fuori, impatta pesantemente sul selciato…rotola impietosamente su se stesso e finalmente si ferma.

La macchina, con una sgommata, riparte a velocità e, nel giro di qualche secondo, svolta alla prima occasione e si perde in lontananza.

Qualcuno si avvicina su quel corpo, riverso a faccia in giù…

Di solito iniziano così le pagine di un “poliziesco”e poi, dietro a quella scena, si snoda un racconto fatto di colpi di scena e “suspance”, per poi concludersi con il cattivo che muore o, nel migliore dei casi, arrestato dall’ispettore di turno… che è sempre un “bonazzo” di mezza età…legatissimo alla famiglia, ma che ogni tanto si concede a qualche diversivo…

Perché sto raccontando questo? Per il semplice motivo che questa notte, davanti a me – che tranquillamente stavo tornando a casa, dopo una devastante “festa di laurea” – si è consumata una scena che si è avvicinata molto alla mia “premessa”, sia pure con qualche piccola differenza: lo sportello della macchina nera in effetti si è aperto…e qualcosa è stato sbalzato fuori…

Solo che non era un cadavere…ma un sacco nero di monnezza….che si è andato ad incastrare sotto la mia automobile…Cazzo! Il tempo di tirarlo fuori…accertarmi che dentro non vi fossero bambini abbandonati (hai visto mai?) e mettermi all’inseguimento della macchina nera….

L’ho ritrovata qualche km più avanti…la targa era quella che avevo notato prima…accostata a destra…sulla corsia d’emergenza…frecce attivate…

Mi fermo: avrei voluto dire “patente e libretto” ma ho resistito…Mi sono avvicinato e chi ti vedo? Una bella famiglia di extracomunitari…Lui alto un metro e mezzo con i baffetti…lei un po’ più bassa, ma anch’essa con i baffetti…

Tre figli dietro, tutti piccoli e con i baffetti pure loro…

Avevano forato!!! Ed, a quanto pare, non potevano contare sulla ruota di scorta…anch’essa forata…e sono certo che se avessi controllato bene, avrei visto i baffetti pure sulla ruota di scorta…

Dopo pochi minuti, arriva la volante: scendono due poliziotti (il terzo, secondo protocollo, rimane in macchina, al volante); azzooo no: anche loro con i baffetti…!!!

Basta: questo è troppo; risalgo in macchina…e, mentre torno a casa, decido di farne un post…(*_*)

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la vita? tutta un’icazzatura…

Possibile mai che in questa vita non cambi proprio nulla?

Sono mesi che non scrivo ed è da tempo che non mi collego più; prima perché non ne avevo voglia e poi perché…non riuscivo più a ricordare la password, ritrovata dopo un miracoloso flash mentale…
Sono tornato e che succede? Nulla! Non è cambiato proprio nulla…Meglio così! Un abbraccio a tutti.

Ehmm…Siamo certi che non sia cambiato nulla? Ma si…tranne per qualche migliaio di morti in Giappone per una natura che si incazza sempre di più…Tranne che per qualche libico a sua volta incazzato con Gheddafi, i suoi figli ed i loro “Bunga Bunga”…Tranne che per qualcuno che si è sottoposto ad anestesia “generale” per essere sottoposto ad un “delicato” intervento alla mandibola (proprio così: delicato intervento chirurgico…) per rimuovere i postumi di un attentato dovuto ad un esacerbato cittadino “incazzato”, dipinto un po’ come uno – porello – un po’ “fuori di testa”… E meno male che il chirurgo che ha operato quel “qualcuno” non fosse, a sua volta, “incazzato”…
Non è cambiato nulla, tranne che per milioni e milioni di italiani incazzati che non riescono a pagare le bollette e che facendo rifornimento e stanziando ovviamente sempre la stessa cifra (di solito fra i 10 ed i 20 euro) vedono la lancetta del serbatoio della propria autovettura – a sua volta anch’essa sempre più incazzata, per la sete cui il proprio padroncino la sottopone – fermarsi a livelli sempre più bassi…
Ma siiii non è cambiato nulla: neanche il fatto di gridare a squarcia gola: “…sono incazzato nero e tutto questo non l’accetto più…”; neanche questo è cambiato!
In sostanza, non è cambiato proprio nulla, neppure l’incazzatura sempre più… globalizzata!!! Evviva evviva…adesso sì che possiamo stare tranquilli!

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Scrivendo scrivendo….

Scrivere

Cosa c’è di più bello? Lo fai bene, lo fai male, lo fai così così…che importanza ha? Scrivi, scrivi, lasci partire la mano che risponde ai comandi del cervello e del cuore…ed esci dalla realtà…

Scrivi cazzate, scrivi poesie, scrivi racconti, scrivi di te stesso, parli della tua vita: non è importante che qualcuno ti legga; la cosa importante è farlo, è tirare fuori quello che hai dentro; è comunicare, è leggerti e rileggerti…è rispecchiarti in quei tratti grafici che hanno un significato ben preciso; è lasciare sgorgare le parole, come fossero acqua di sorgente che scorre, scorre sino a valle…dove  labbra sconosciute magari ne proveranno la freschezza…

Scrivere, senza sapere dove andrai a parare…le tue mani zampettano sulla tastiera e quello zampettare ti fa sentire meglio, ti porta un senso di sollievo e dimentichi ciò che prima ti angosciava…

Scrivere, cose senza senso, senza capo né coda…e ti  senti finalmente padrone del tuo cervello; senti come avere le tue emozioni strette fra le mani; le avverti scorrere fra le tue dita; le senti, le tocchi…provi perfino a tenerle strette, nel timore che possano scivolarti via…

E senti che puoi parlare di esse e non t’importa nulla che qualcuno non capirà e che altri vedranno cose che tu non volevi dire, né pensavi…

Scrivere un racconto e decidi tu come debbano andare le cose; è una rivincita rispetto alle cose che hai dovuto subire nel reale; sei tu a decidere se una tizia dev’essere bella o brutta; se dev’essere sensuale o goffa come una cozza; se quel tale è non è un tipo interessante o un tipo qualunque…

Scrivere ti avvicina a Dio…e non in senso religioso…ma in senso di onnipotenza: decidi tu se salvare o lasciar morire qualcuno…se renderlo felice o fargli fare la fine del…pirla!

Scrivere è vivere; scrivere è sentirsi felici anche quando non hai motivo né ragione di esserlo.

Scrivere è lasciare spazio alla fantasia; è descrivere un tramonto al pari di un pittore che lo dipinge, riempiendolo di tutti i colori che vuoi, con le sfumature che immagini, con le luci e le ombre che decidi tu di mettere…

Scrivere è tutto questo…scrivere è anche fermarsi in tempo prima di aggiungere ulteriori cazzate. Oh, finalmente: adesso mi sento meglio…(*_*)

 

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Minatori in trappola: ci sono tragedie e tragedie.

Se fosse successo in una miniera italiana, le cose sarebbero andate così:

1° giorno: tutti uniti per salvare i minatori, diretta tv 24h, Bertolaso sul posto.

2° giorno: da Bruno Vespa plastico della miniera, con Barbara Palombelli, Belen e Lele Mora.

3° giorno: prime… difficoltà, ricerca dei colpevoli e delle responsabilità: BERLUSCONI: colpa dei comunisti; DI PIETRO: colpa del conflitto d’interessi; BERSANI: … ma cosa … è successo?? BOSSI: sono tutti terroni, lasciateli la’; CAPEZZONE: non è una tragedia è una grande opportunità ed è merito di questo governo e di questo premier; FINI: mio cognato non c’entra.

4° giorno: TOTTI: dedicherò un gol a tutti i minatori.

5° giorno IL PAPA: faciamo prekiera a i minatori ke in qvesti ciorni zono vicini al tiavolo!!

6° giorno: cala l’audience, una finestra in Chi l’ha visto e da Barbara D’urso che intervista i figli dei minatori: “Dimmi, ti manca papà?'”

dal 7° all 30esimo giorno falliscono tutti i tentativi di Bertolaso, che viene nominato così capo mondiale della protezione civile.
Dopo un mese, i minatori escono per fatti loro dalla miniera, scavando con le mani.
Un anno dopo, i 33 minatori, già licenziati, vengono incriminati per danneggiamento del sito minerario.

Per fortuna è successo in Cile…. si sono salvati!!!

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Preghiera blasfema

Certo, Tu puoi tutto…sei senza inizio e senza fine…

Ma perché tutto questo? Perché lasci che accada tutto ciò che accade….?

Tu sei eterno…Hai creato tutto…hai creato l’uomo…che nasce, cresce, soffre, invecchia ed alla fine – dopo tante lacrime e tanti sorrisi, durati tutta una vita – alla fine, dicevo,  che fa? Ci lascia le penne e muore!! E’  proprio vero: l’unica cosa certa di questa nostra vita è che nessuno di noi ne uscirà mai vivo….

Cavolo, il settimo giorno, anziché riposare, potevi inventarti qualcos’altro…e pensare a qualcosa di meglio per l’uomo: che ne so, potevi risparmiarci qualche pena, qualche  sofferenza, ed invece niente: ce ne hai propinate a iosa…Oppure potevi esentarci dalle nostre storture mentali e dalle nostre deviazioni. Comunque, pazienza: contento Tu…

Scusami, non volevo scocciarTi, non volevo destabilizzarTi, tranquillo! E mi raccomando, quando puoi, prova a tagliare quella barba e ad alleggerire il viso; soprattutto ogni tanto fatti vedere e fatti sentire…Sembri essere sparito da un po’ di tempo, da troppo tempo…

Stammi bene, Dio.

 

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Ciao mondo!!

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Normalità

Una giornata qualunque.

  

Sono le h. 06,30, ti svegli come al solito rincoglionito e, nell’unico barlume di lucidità di quel momento, pensi a  cosa devi fare: ed è così che ti accorgi che dovrai fare ciò che hai fatto ieri o l’altro ieri, con qualche piccola variazione al programma:

– intanto, devi – prima di tutto – renderti conto in quale giorno della settimana ti ritrovi;

– realizzato questo, vai in cucina a prepararti il caffè e mentre fai questo vedi sul lavabo quelle quattro cose sporche che hai lasciato la sera prima per la cena e ti viene quasi da vomitare, soprattutto se hai cenato a base di pesce;

– mentre versi il caffè macinato sulla tua Moka da due tazzine, pensi a quello che ti aspetta in ufficio e questo ti fa vomitare ancora di più dei “resti al pesce” della sera precedente;

– mentre ti dedichi alla pulizia delle porcherie della sera prima, aspetti che il caffè sia pronto e naturalmente un po’ fuoriesce dalla Moka e si riversa nella macchina del gas, che ti tocca ripulire:

– ti prendi il tuo primo caffè (rigorosamente amaro) e ti accendi la tua prima sigaretta e fai queste due cose come fossero una sorta di “scopata virtuale” con una donna bellissima…(il primo piacere della giornata che la vita ti regala);

– ti prendi il giornale del giorno prima e vai in bagno e lì ti concedi il secondo piacere della giornata, che questa volta non ha nulla di erotico ma di…organico si!;

– dopo aver concluso il secondo piacere della giornata – che per chi non lo avesse capito è una cosa che inizia con “ca” e finisce con “gata” – ti metti davanti allo specchio e qui inizia la tua prima sfida giornaliera: devi avere un bel coraggio a reggere quella faccia di minkia…che si riflette sullo specchio. Lo guardi e provi un misto fra il sentimento della pena e dello schifo…

– pulisci i denti…e ti infili sotto la doccia…e quasi sempre, quando stai per uscire,  ti accorgi che ti sei scordato dell’accappatoio…allora, in punta di piedi e nudo come un verme, ti dirigi verso il predetto accappatoio e bestemmi come un orco perché ancora non hanno inventato quello che corre verso di te quando lo chiami (mi riferisco all’accappatoio);

– guardi l’orologio e ti accorgi che si è fatto tardi; apri l’armadio per decidere il giusto look: vestito, camicia, cravatta e scarpe; azz….e le povere piante? Allora ti fiondi in terrazza e dai acqua alle piante che appena ti vedono entrare, avvolto dall’accappatoio, sembrano farti la “hola”, come a dire: “finalmente si beve…e che ci voleva, azzo?”.

– torni in camera da letto e ti vesti: ti riposizioni davanti allo specchio e mentre ti fai il nodo della cravatta…ti riviene il solito conato di vomito: quando mi abituerò a me stesso? MAIIIII….

– due gocce di AZZARO pour Homme, giubbotto antivento…ti chiudi la porta alle spalle, scendi giù in garage, prendi lo scooter, vai in ufficio pregando di  avere il culo di arrivare vivo…e di non finire arrotato sotto le ruote di qualche Tir che ha fretta di prendere la via per l’autostrada…

. arrivi in ufficio e stavolta hai la sensazione che a farti la “hola” siano le carte che hai lasciato sulla scrivania la sera prima…

– ti butti fra le carte, ti lasci coccolare da loro e dimentichi tutto…

 

Al fine di non fare un post troppo lungo ed ancora più noioso, quello che succede al ritorno dall’ufficio, ve lo racconterò un’altra volta…

 

Però mi chiedo: cosa c’è più divertente di una quotidianità fatta da tante piccole, normali,  routinarie, insignificanti  abitudini?

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